Le parole del presidente del Consiglio a Palazzo Madama in vista del Consiglio europeo

Raggiunta l’intesa sulla risoluzione di maggioranza dopo l’intervento di Mario Draghi al Senato. La maggioranza impegna il governo “a continuare a garantire secondo quanto precisato dal decreto legge 14/22 il necessario ampio coinvolgimento delle camere con le modalità ivi previste , in occasione anche dei più rilevanti summit internazionali riguardanti la guerra in Ucraina e le misure di sostegno alle istituzioni ucraine, ivi comprese le cessioni di forniture militari”. E’ quanto si legge nella risoluzione di maggioranza firmata da tutti i gruppi che sostengono il Governo, compresi M5S e Leu. Durante il suo intervento a Palazzo Madama, in vista delle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 23 e 24 giugno, il presidente del Consiglio ha ribadito la volontà del governo di continuare a sostenere l’Ucraina assieme ai partner europei e quelli del G7.

“Siamo vicini al quarto mese dall’inizio dell’invasione e Mosca continua ad aggredire le città ucraine” in modo “feroce”. “Siamo andati a Kiev per testimoniare che i nostri Paesi e l’Ue sono determinati ad aiutare un popolo europeo nella difesa della sua democrazia e della sua libertà”, ha detto il premier parlando del viaggio in Ucraina insieme a Macron e Scholz, ricordando che “le responsabilità verranno accertate e i crimini di guerra saranno puniti”. “Il governo intende continuare a sostenere l’Ucraina, così come il Paralmente ci ha dato mandato di fare”, ha aggiunto il presidente del Consiglio. “Oggi spetta a tutti noi aiutare l’Ucraina a rinascere. A Kiev ho ribadito che l’Italia vuole l’Ucraina nell’Unione europea e vuole Kiev come Stato candidato. Continueremo a farlo in ogni consesso internazionale e lo faremo nel prossimo Consiglio Ue. Confido che il Consiglio europeo possa raggiungere una posizione consensuale in merito”.

Il premier ha poi parlato, nel suo intervento, dello ‘status’ del paese guidato da Zelensky nei confronti dell’Ue, ribadendo che “l’Italia vuole l’Ucraina nell’Ue” e “continueremo a farlo in ogni consesso internazionale, a partire dal prossimo Consiglio europeo”, ha detto Draghi. “Non tutti gli stati membri vogliono l’Ucraina in Ue. Confido che il consiglio raggiunga un posizione consensuale in merito a questo”.

“I nostri canali di dialogo rimangono aperti: non smetteremo di cercare la pace, nei termini che sceglierà l’Ucraina, e di seguire la via della diplomazia”, ha detto il premier. “Solo una pace concordata e non subita può essere davvero duratura”.

Parlando poi del gas russo, il premier ha chiarito che “abbiamo stretto accordi importanti non altri paesi fornitori e promosso investimenti anche nelle rinnovabili. Misure con cui “potremo ridurre la nostra dipedenza dal gas russo già dal prossimo anno”, ha aggiunto Draghi. “L’Europa deve muoversi con decisione per tutelare i suoi cittadini dalla ricadute innescate dalla guerra”.

L’Italia continuerà a lavorare con l’Ue e i nostri partner del G7 per sostenere l’Ucraina, ricercare la pace, superare questa crisi. Questo è il mandato che il governo ha ricevuto dal Parlamento, da voi. Questa è la guida per la nostra azione”, ha conlcuso il premier.