(milano.corriere.it)

di Paolo Carnevale

Lo «Stone Sixty Tour» celebra i 60 anni passati dal 12 luglio 1962, il giorno del primo concerto degli Stones al Marquee di Londra. Apertura degli ingressi alle 16, l’orario di inizio del concerto alle 19.30 con i Ghost Hounds. Caccia agli ultimi biglietti sui «bagarini» online

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La memoria dei milanesi si divide tra il turbolento esordio meneghino dell’8 aprile 1967 al Palalido e l’ultima esibizione a San Siro dell’11 luglio 2006, con un tripudio di bandiere tricolori per il mondiale di calcio vinto da due giorni. Il tempo per amarcord, però, ormai è finito. Dopo 16 anni di assenza, mancano poche ore al ritorno sul palco delle pietre rotolanti a Milano. Una produzione da kolossal rock per ricordare che sono passati 60 anni dal 12 luglio 1962, cioè dal giorno del primo concerto degli Stones al Marquee di Londra. Riparte quindi stasera dal Meazza lo «Stone Sixty Tour», dopo le incertezze per l’annuncio di Mick Jagger di essere risultato positivo al Covid-19. Il frontman è risultato negativo al tampone e l’unica tappa italiana del tour potrà così andare in scena, come confermato dallo stesso Jagger in un video postato su Twitter, con la band atterrata a Milano e già ospite al Four Season in vista del live. E come confermato anche sulla pagina Facebook del gruppo, dove sono state invece pubblicate le immagini del palco in fase di allestimento.

 

Lo show e la scaletta

Uno maxi-show da 57 mila spettatori e 7 milioni incassati, con più di duemila lavoratori all’opera per preparare lo show al meglio. La star è ancora Jagger, che compirà 79 anni il mese prossimo, e nonostante una valvola cardiaca sostitutiva, si mantiene con l’energia scenica di frontman più giovani di diversi decenni. Accanto a lui, il 78enne Keith Richards e il 75enne Ron Wood, che ondeggiano elegantemente sul palco come alberi secolari al vento, suonando le loro chitarre con una spavalderia che suggerisce che il tempo sia ancora dalla loro parte. O quasi. Ogni concerto di questo tour si apre con un tributo a Charlie Watts, la cui morte l’anno scorso all’età di 80 anni, ricorda che anche i Rolling Stones sono mortali. Con loro tre ci saranno il fidato Darryl Jones al basso e la new entry Steve Jordan alla batteria, più una troupe di 300 persone. Quanto alla scaletta, per coloro che hanno già visto gli Stones dal vivo, qui c’è poco di veramente nuovo: si parte con Street Fighting Man e The 19th Nervous Breakdown dal repertorio Sixties del gruppo, poi Rocks Off e Thumbling Dice da Exile on Main Street, il rispescaggio di Out of Time e una canzone scelta dai fan col solito ballottaggio social cui gli ultimi tour degli Stones ci hanno abituati. Poi Let It Bleed la meditazione sui giorni del lockdown (Living in a Ghost Town), e si prosegue con pietre miliari come Miss You, Start Me Up, Paint It Black, Sympathy For the Devil e Jumpin’ Jack Flash. I bis? Gimme Shelter e Satisfaction, ovviamente.

 

I fan a San Siro

Intanto i primi fan sono arrivati in zona San Siro con i camper. Tutto pur di essere i primi a entrare al Meazza. Ma ci vuole pazienza: l’apertura degli ingressi è prevista alle 16, mentre l’orario di inizio del concerto è previsto per le ore 19.30, quando salirà sul palco la band di supporto, i Ghost Hounds. La temperatura non aiuta: ci saranno quaranta gradi. Il tutto esaurito non fermerà alcuni rollingstoniani senza biglietto che vogliono entrare a tutti i costi. In queste ore si affannano anche i bagarini, gli avvoltoi della caccia al biglietto. Ma i loro prezzi sono esorbitanti. Basti pensare che il costo dei ticket ai botteghini era già abbastanza alto: da 69 euro per il settore numerato 6 con visibilità limitata ai 345 euro al settore Diamond Pit in piedi. Qualche fan rinuncia, qualche altro si svena pur di assistere al concerto. Magari sarà l’ultimo degli ormai attempati rocker in terra italica. Meglio non perdersi un evento che può entrare nella storia.