È allarme dal sindacato dei medici, l’Anaao Assomed. Dai dati pubblicati dall’organizzazione, emerge che tra il 2014 e il 2024 il servizio sanitario nazionale perderà circa 22mila specialisti, che andranno in pensione.

Questo già allarmante numero è da sommare a quello dei medici che si dimettono o vengono licenziati: la fuga dagli ospedali ha infatti riguardato, solo nell’ultimo triennio, 9mila persone.

Un totale impressionante: tra pensionamenti e licenziamenti sono previsti 40mila medici in meno nel Servizio sanitario nazionale entro il 2024.

Secondo Anaao Assomed, c’è inoltre un terzo motivo che sta determinando la carenza di camici bianchi nel settore della salute pubblica: si tratta delle nuove attività che richiedono una implementazione delle dotazioni organiche con medici specialisti. La pandemia da Covid ha, infatti, reso indispensabile il potenziamento delle terapie intensive e sub-intensive con il conseguente incremento di personale, che deve essere specificamente formato a questa attività: il PNRR prevede diversi interventi, tra i quali la realizzazione degli ospedali di Comunità con circa 11mila posti letto entro il 2026.

Adesso le speranze sono perciò riposte sui nuovi specializzandi, per il cui impiego c’è però da attendere almeno 4-5 anni. Ecco che diventa pertanto indispensabile stabilizzare tutto il precariato formato durante la pandemia e  contrattualizzare, in tempi brevi, i 15mila specializzandi arrivati agli ultimi anni di specializzazione che, già nell’immediato, potrebbero essere impiegati per dare aiuto nelle attività ospedaliere.